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BREVE STORIA DEL LICEO

 

La nostra scuola “ è nata” con due classi prime nell'anno scolastico 1970/71, come sezione staccata del Liceo Fermi di Gaeta. Già nel secondo anno le prime sono diventate tre e si sono avviate le procedure per ottenere l’autonomia.

Nei primi tre anni la scuola era ospitata presso la proprietà Tuccinardi in via Pietro Fedele. Nell'anno scolastico 1973/74 l’istituto è divenuto autonomo ed ha assunto la presidenza il prof. Piero Frasca, che ha ricoperto tale carica fino all’anno scolastico1988/89. Durante la presidenza Frasca, essendo aumentate notevolmente le classi, il Liceo è stato trasferito prima presso il palazzo Riccardelli, sempre in via Pietro Fedele e poi, nel 1976/77, in via Cristoforo Colombo, dove è rimasto fino all’anno scolastico 1998/99. Nel settembre 1989 al preside Frasca, che è andato in pensione, è subentrato il preside Terracciano, che ha retto l’incarico per due anni, successivamente il preside Iorio e il preside Leccese. Dal 1993/94 al 2003/2004  preside del Liceo è stato il prof. Graziosetto con il quale nel 1999 il Liceo si è trasferito nell’attuale sede in via Santa Reparata, 11.

Da settembre 2010 il nuovo Dirigente Scolastico è il prof. Amato Polidoro.

 

Dal 1989/90 il numero delle classi è andato sempre crescendo fino ad arrivare alle attuali 31.

 

Leon Battista Alberti

 

Leon Battista Alberti nacque a Genova nel 1404, era figlio illegittimo e appartenente a una delle più nobili famiglie di Firenze.

Studiò retorica a Padova e diritto canonico a Bologna, dove si laureò nel 1428.

Nel 1431 si stabilì a Roma, dove divenne abbreviatore apostolico (una specie di notaio) presso la cancelleria papale. Dopo la morte del padre, le difficoltà economiche lo spinsero ad abbracciare controvoglia la carriera ecclesiastica, che gli garantiva peraltro un reddito.

Fra il 1434 e il 1443 Alberti seguì il papa Eugenio IV e la curia pontificia nei loro spostamenti tra Firenze, Bologna e Ferrara.

Durante il soggiorno della curia a Firenze, perfezionò i suoi interessi artistici, già sviluppatisi a Roma in rapporto agli antichi monumenti classici e allo studio delle opere dell’ architetto e scrittore latino Vitruvio (sec. I a.c.). Nacquero così i trattati De pictura, poi tradotto in volgare e dedicato a Brunelleschi, e De statua.

Tornato a Roma insieme alla curia nel 1443, ebbe vari incarichi, in qualità di architetto, per la trasformazione della fisionomia urbana.  Gli interessi per l’ architettura, divenuti prevalenti in questo secondo soggiorno romano, si espressero nel trattato De re aedificatoria  e nella progettazione di diversi edifici anche fuori Roma: il tempio Malatestiano a Rimini, la facciata di Santa Maria Novella a Firenze, le chiese di San Sebastiano e di Sant’ Andrea a Mantova.

Morì a Roma nel 1472.

Oltre ai Libri della famiglia ricordiamo, tra le sue opere,  i dialoghi, Theogenius e Profugiorum ab aerumna libri, in volgare dedicati alla possibilità dell’uomo di resistere ai colpi della sorte.